Maria Clotilde di Savoia nacque a Torino il 2 marzo 1843, primogenita di re Vittorio Emanuele II. Ricevette un’educazione religiosa profonda e, fin dall’infanzia, manifestò un intenso amore per Gesù Cristo, fondato sull’Eucaristia e sulla devozione mariana.
Nel 1859, per ragioni politiche legate agli equilibri europei, fu data in sposa al principe Girolamo Bonaparte, cugino di Napoleone III. Accettò il matrimonio come sacrificio cristiano, pur consapevole delle difficoltà che l’attendevano. Inserita nel fasto della corte imperiale francese, visse con semplicità, distacco e spirito di servizio, dedicandosi ai poveri e ai malati.
Madre di tre figli, li educò alla fede cristiana. Profondamente devota al Crocifisso, accompagnò il marito nei viaggi in America, Egitto e Terra Santa, dove poté pregare sui luoghi della vita di Gesù.
Dopo la caduta dell’Impero napoleonico nel 1870, si rifugiò in Svizzera. Qui la sua vita spirituale si intensificò: si offrì a Dio come vittima e, sotto la guida del domenicano padre Giacinto Cormier, entrò nel Terzo Ordine Domenicano con il nome di suor Caterina del Sacro Cuore.
Rientrata in Italia, visse a Moncalieri come una “monaca nel mondo”: Messa e Comunione quotidiane, Rosario, carità instancabile verso poveri, malati e bambini. Sostenne le opere dei grandi santi torinesi dell’Ottocento, tra cui don Bosco e don Cottolengo, e fu già in vita chiamata “la santa di Moncalieri”.
Morì il 25 giugno 1911. È sepolta nella Basilica di Superga. La causa di beatificazione fu aperta nel 1942.
